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Berhaneyesus Demerew Souraphiel

 

Berhaneyesus Demerew Souraphiel
arcivescovo di Addis Abeba (Etiopia)

Ha sperimentato la persecuzione e il carcere a motivo della fede il cardinale Berhaneyesus Demerew Souraphiel, arcivescovo di Addis Abeba. È il secondo etiope a ricevere la porpora dopo Paulos Tzadua. Più volte ha denunciato i drammi che affliggono il corno d’Africa: dalle guerre alle carestie provocate dalla siccità, dal traffico di esseri umani alle migrazioni di massa.

È nato il 14 luglio 1948 a Tcheleleka, nel vicariato apostolico di Harar, in una famiglia di otto figli. Ha ricevuto la prima formazione presso la locale scuola della chiesa ortodossa di Saint Michael e per un anno presso la scuola governativa di Akaki. Dal 1958 ha iniziato a frequentare istituti diretti da religiosi cattolici (cappuccini e fratelli cristiani) a Dire Dawa e nel 1963 è entrato nel seminario minore dei padri lazzaristi ad Addis Abeba. Nel 1968 è passato al Saint Kaleb major seminary, sempre nella capitale, frequentando anche l’università Haileselassie i. Dal 1970 al 1974 si è trasferito nel Regno Unito per studiare al Missionary institute di Londra e al King’s College dell’University of London.

Ordinato sacerdote in Addis Abeba il 4 luglio 1976 per la Congregazione della missione (lazzaristi), è partito volontariamente per la regione sud-occidentale del Paese, svolgendo il ministero a Dembidollo, Wallega (1976-1977) e a Bonga, Kaffa (1977-1979). Nel giugno 1979 è stato imprigionato per sette mesi durante la persecuzione militare a opera del governo comunista del dittatore Menghistu Hailé Mariàm. Dopo la liberazione, nel 1980 ha deciso di completare la formazione a Roma, presso la Pontificia università Gregoriana, dove ha conseguito un dottorato in sociologia. Durante gli studi romani ha anche ricoperto l’incarico di delegato per l’assemblea generale dei lazzaristi.

Ritornato in Addis Abeba nel 1983, per sette anni ha svolto il ministero presso la parrocchia Mary of Zion e nel contempo ha diretto il noviziato lazzarista (1985-1991), insegnando all’istituto filosofico e teologico Saint Francis della capitale. Nel 1991 è divenuto superiore della locale casa lazzarista e nel contempo è stato nominato vicario episcopale di monsignor Fikre-Mariam Ghemetchu, vicario apostolico di Nekemte.

Con l’erezione della prefettura apostolica di Jimma-Bonga il 10 giugno 1994, ne è divenuto il primo prefetto apostolico. Il 7 novembre 1997 è stato nominato da Giovanni Paolo II vescovo titolare di Bita e ausiliare di Addis Abeba. Ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 25 gennaio 1998 dalle mani del cardinale Tzadua nella cattedrale della Natività della Beata Vergine Maria.

Il 16 giugno 1999, dopo le dimissioni dalla sede arcivescovile metropolitana di Addis Abeba presentate dal cardinale Tzadua, è stato nominato amministratore «sede vacante» della medesima arcieparchia e il successivo 7 luglio promosso arcivescovo metropolita di Addis Abeba. Nello stesso anno è stato eletto presidente della Conferenza episcopale di Etiopia ed Eritrea, mentre dal 1998 presiede anche il Consiglio della Chiesa etiopica. E dal 2000 è rappresentante ufficiale della Chiesa cattolica presso il Governo e le organizzazioni internazionali in Etiopia.

Dal 2003 è membro della Congregazione per le Chiese orientali e dal 2005 cancelliere dell’Università cattolica etiope di Saint Thomas Aquinas. Dopo aver partecipato all’assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi sull’Eucaristia (2005), alla seconda assise straordinaria dedicata all’Africa (2009) ha lanciato un forte appello contro la tratta delle persone: «Spero che questo Sinodo — ha auspicato in quell’occasione — studi le cause profonde del traffico di esseri umani, degli sfollati interni, dei lavoratori domestici abusati, dei profughi e dei migranti, specialmente quelli che fuggono sui barconi. E affermi posizioni concrete e proposte che dimostrino al mondo che anche le vite africane sono sacre e non a buon mercato, come a volte pare siano presentate e guardate da molti mass-media».

Nel 2012 è entrato nel comitato pace e solidarietà dell’Association of member episcopal Conferences in Eastern Africa (Amecea), della quale è stato eletto presidente durante l’ultima plenaria svoltasi nel luglio 2014 in Malawi.

In qualità di presidente dell’episcopato del suo Paese ha partecipato anche alla terza assemblea straordinaria del Sinodo dei vescovi sulla famiglia dell’ottobre scorso.

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Berhaneyesus Demerew Souraphiel

 

Berhaneyesus Demerew Souraphiel
arcivescovo di Addis Abeba (Etiopia)

Ha sperimentato la persecuzione e il carcere a motivo della fede il cardinale Berhaneyesus Demerew Souraphiel, arcivescovo di Addis Abeba. È il secondo etiope a ricevere la porpora dopo Paulos Tzadua. Più volte ha denunciato i drammi che affliggono il corno d’Africa: dalle guerre alle carestie provocate dalla siccità, dal traffico di esseri umani alle migrazioni di massa.

È nato il 14 luglio 1948 a Tcheleleka, nel vicariato apostolico di Harar, in una famiglia di otto figli. Ha ricevuto la prima formazione presso la locale scuola della chiesa ortodossa di Saint Michael e per un anno presso la scuola governativa di Akaki. Dal 1958 ha iniziato a frequentare istituti diretti da religiosi cattolici (cappuccini e fratelli cristiani) a Dire Dawa e nel 1963 è entrato nel seminario minore dei padri lazzaristi ad Addis Abeba. Nel 1968 è passato al Saint Kaleb major seminary, sempre nella capitale, frequentando anche l’università Haileselassie i. Dal 1970 al 1974 si è trasferito nel Regno Unito per studiare al Missionary institute di Londra e al King’s College dell’University of London.

Ordinato sacerdote in Addis Abeba il 4 luglio 1976 per la Congregazione della missione (lazzaristi), è partito volontariamente per la regione sud-occidentale del Paese, svolgendo il ministero a Dembidollo, Wallega (1976-1977) e a Bonga, Kaffa (1977-1979). Nel giugno 1979 è stato imprigionato per sette mesi durante la persecuzione militare a opera del governo comunista del dittatore Menghistu Hailé Mariàm. Dopo la liberazione, nel 1980 ha deciso di completare la formazione a Roma, presso la Pontificia università Gregoriana, dove ha conseguito un dottorato in sociologia. Durante gli studi romani ha anche ricoperto l’incarico di delegato per l’assemblea generale dei lazzaristi.

Ritornato in Addis Abeba nel 1983, per sette anni ha svolto il ministero presso la parrocchia Mary of Zion e nel contempo ha diretto il noviziato lazzarista (1985-1991), insegnando all’istituto filosofico e teologico Saint Francis della capitale. Nel 1991 è divenuto superiore della locale casa lazzarista e nel contempo è stato nominato vicario episcopale di monsignor Fikre-Mariam Ghemetchu, vicario apostolico di Nekemte.

Con l’erezione della prefettura apostolica di Jimma-Bonga il 10 giugno 1994, ne è divenuto il primo prefetto apostolico. Il 7 novembre 1997 è stato nominato da Giovanni Paolo II vescovo titolare di Bita e ausiliare di Addis Abeba. Ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 25 gennaio 1998 dalle mani del cardinale Tzadua nella cattedrale della Natività della Beata Vergine Maria.

Il 16 giugno 1999, dopo le dimissioni dalla sede arcivescovile metropolitana di Addis Abeba presentate dal cardinale Tzadua, è stato nominato amministratore «sede vacante» della medesima arcieparchia e il successivo 7 luglio promosso arcivescovo metropolita di Addis Abeba. Nello stesso anno è stato eletto presidente della Conferenza episcopale di Etiopia ed Eritrea, mentre dal 1998 presiede anche il Consiglio della Chiesa etiopica. E dal 2000 è rappresentante ufficiale della Chiesa cattolica presso il Governo e le organizzazioni internazionali in Etiopia.

Dal 2003 è membro della Congregazione per le Chiese orientali e dal 2005 cancelliere dell’Università cattolica etiope di Saint Thomas Aquinas. Dopo aver partecipato all’assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi sull’Eucaristia (2005), alla seconda assise straordinaria dedicata all’Africa (2009) ha lanciato un forte appello contro la tratta delle persone: «Spero che questo Sinodo — ha auspicato in quell’occasione — studi le cause profonde del traffico di esseri umani, degli sfollati interni, dei lavoratori domestici abusati, dei profughi e dei migranti, specialmente quelli che fuggono sui barconi. E affermi posizioni concrete e proposte che dimostrino al mondo che anche le vite africane sono sacre e non a buon mercato, come a volte pare siano presentate e guardate da molti mass-media».

Nel 2012 è entrato nel comitato pace e solidarietà dell’Association of member episcopal Conferences in Eastern Africa (Amecea), della quale è stato eletto presidente durante l’ultima plenaria svoltasi nel luglio 2014 in Malawi.

In qualità di presidente dell’episcopato del suo Paese ha partecipato anche alla terza assemblea straordinaria del Sinodo dei vescovi sulla famiglia dell’ottobre scorso.

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PRESA DI POSSESSO

DEL CARDINALE TITOLARE

Berhaneyesus Demerew Souraphiel

da L'Osservatore Romano del 13 ottobre 2015

Berhaneyesus Demerew Souraphiel
arcivescovo di Addis Abeba (Etiopia)
Cardinale Titolare di San Romano Martire

DOMENICA
18 OTTOBRE ORE 11

 

 

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NOMINA DEL CARDINALE TITOLARE

Il Santo Padre Francesco ha nominato Cardinale l'arcivescovo di Addis Abeba, mons. Berhaneyesus Demerew Souraphiel, assegnadogli il TITOLO di S. ROMANO MARTIRE.

Al neo-Cardinale vanno gli auguri di tutta la nostra comunitá cristiana per il suo alto ministero di servizio alla Chiesa universale; la parrocchia di S. Romano, riunita in preghiera, implora la benedizione del Signore sulla sua diocesi di Addis Abeba e su tutti i cristiani dell'Etiopia, che vivono con gioia e speranza  la loro fede.


 

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