San Romano Martire

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Non poteva Dio dare al mondo un altro rimedio che quello della morte di suo Figlio?... Certamente, poteva riscattarci con mille altri mezzi che quello della morte del Figlio; ma non l'ha voluto, poiché ciò che era sufficiente alla nostra salvezza non lo era per saziare il suo amore. E per mostrarci quanto ci amava, il divin Figlio è morto della morte più cruda e ignobile che è quella della croce. Che ci resta da fare, e quale conseguenza possiamo tirare da ciò se non che, poiché è morto d'amore per noi, anche noi moriamo d'amore per lui, o, se non possiamo morire d'amore, almeno viviamo solo per lui?...

E' quanto esclamava il grande Sant'Agostino: "Signore, diceva, è possibile che l'uomo sappia che sei morto per lui e non viva per te?" E il grande innamorato San Francesco: "Oh, diceva singhiozzando, sei morto d'amore e nessuno ti ama!"... Non c'è altra redenzione che in questa croce. O Dio, quale grande utilità e quale profitto per noi contemplare la croce e la Passione! E' possibile contemplare l'umiltà del nostro Salvatore senza diventare umili e senza amare le umiliazioni? Si può vedere la sua obbedienza senza essere obbedienti? Oh no, certo, nessuno ha mai guardato nostro Signore crocifisso ed è rimasto morto o malato.  E al contrario, tutti coloro che muoiono, è perché rifiutano di guardarlo, come quelli fra i figli d'Israele che non avevano voluto guardare il serpente che Mosè aveva fatto issare sulla colonna.

San Francesco di Sales (1567-1622), vescovo di Ginevra, dottore della Chiesa 
OC Annecy, t. 10, p. 363

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