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QUESTI E' IL FIGLIO MIO PREDILETTO, NEL QUALE MI SONO COMPIACIUTO

 Li condusse sul monte per mostrare loro la gloria della sua divinità e far conoscere loro che era proprio lui il Redentore d'Israele, come prima aveva mostrato per bocca dei suoi profeti... Lo avevano visto mangiare e bere, affaticarsi e riposarsi, assopirsi e dormire, stupirsi fino a grondare di sudore, cose che non sembravano in sintonia con la sua natura divina ma convenire alla sua sola umanità. Per questo li condusse sul monte, affinché il Padre lo chiamasse suo Figlio, e mostrasse loro che era proprio suo Figlio e Dio. 

Li condusse sul monte e mostrò loro la sua regalità prima di soffrire, la sua potenza prima di morire, la sua gloria prima di essere oltraggiato, e il suo onore prima di subire l'ignominia. Così, quando sarebbe stato preso e crocifisso, i suoi apostoli avrebbero capito che non era per debolezza, bensì per consenso e di sua iniziativa per la salvezza del mondo. Li condusse sul monte e mostrò loro, prima della sua risurrezione, la gloria della sua divinità. Così, quando sarebbe risuscitato dai morti nella gloria della sua divinità, i suoi discepoli avrebbero riconosciuto che non in ricompensa della sua pena egli riceveva tale gloria, come se ne avesse alcun bisogno, ma che essa gli apparteneva prima dei secoli, con il Padre e presso il Padre, come lui stesso disse all'avvicinarsi della sua Passione volontaria: « Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse » (Gv 17,5).

 

Sant'Efrem Siro (ca 306-373), diacono in Siria, dottore  della Chiesa
Omelia sulla Trasfigurazione, 1, 3-4
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