SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA DOMENICA DELLA TRASFIGURAZIONE

Veste bianca - Bellezza

Nel racconto della Trasfigurazione, che la liturgia odierna ci presenta, la comunità

cristiana intravede anticipatamente il senso e l’orientamento dell’esodo quaresimale: la

gloria della risurrezione che inscindibilmente suppone lo “scandalo” della croce.

La Trasfigurazione di Cristo, oltre che anticipo della risurrezione, è anche “icona del

Regno”. In Cristo risplende la gloria di Dio e l’epilogo luminoso del suo cammino di fedeltà.

 

Per la riflessione

  • Come Pietro, corriamo il rischio di voler costruire luoghi chiusi dove incontrare Dio e

dire “è bello per noi stare qui… facciamo tre tende”? Viviamo un’esperienza di fede

che ci apre verso gli altri, o cerchiamo piuttosto difesa e protezione?

  •  La nostra fede è tale da seguire il Maestro senza timore, anche quando ciò

presuppone sacrificio o fatica?

Il prefazio si riallaccia alla scena evangelica con l’aggiunta di una rilettura “esistenziale”. L’uomo

nuovo si costruisce nel momento in cui viene coinvolto nell’esperienza e nella logica pasquale di

morte-risurrezione.

“Egli, dopo aver dato ai discepoli l’annunzio della sua morte, sul santo monte

manifestò la sua gloria e chiamando a testimoni la legge e i profeti indicò agli apostoli

che solo attraverso la passione possiamo giungere al trionfo della risurrezione”.

Facciamo nostra, durante la settimana, la preghiera di colletta. La richiesta al Padre definisce la

Parola come “nutrimento” di cui la Chiesa avverte il bisogno per essere sostenuta nel suo esodo

quaresimale:

“O Padre, che ci chiami ad ascoltare il tuo amato Figlio,

nutri la nostra fede con la tua parola

e purifica gli occhi del nostro spirito

perché possiamo godere la visione della tua gloria.”

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