“SENZA DI ME NON POTETE FAR NULLA”

In Cristo piacque a Dio che abitasse ogni pienezza (cfr. Col. I, 19). Lo adornano quei doni soprannaturali che accompagnano l’unione ipostatica [= unione in Cristo della natura divina e della natura umana], giacché lo Spirito Santo abita in lui con tale dovizia di grazia da non potersene concepire maggiore. A lui è stato conferito "ogni potere sopra ogni carne" (cfr. Io. 17,2); copiosissimi sono in lui "tutti i tesori della sapienza e della scienza" (Col. 2, 3). E anche la visione beatifica vige in lui talmente, che, sia per ambito sia per splendore supera in ogni modo la conoscenza beatifica di tutti i santi del cielo. E infine egli è talmente ripieno di grazia e di verità, che della sua inesausta pienezza noi tutti riceviamo. ...

 Egli infonde nei fedeli il lume della fede; egli arricchisce in maniera divina i Pastori e i Dottori, e specialmente il suo Vicario in terra, dei doni soprannaturali della scienza, dell’intelletto e della sapienza affinché custodiscano con fedeltà il tesoro della fede, lo difendano con coraggio, e piamente lo spieghino e diligentemente lo ravvivino; egli infine, sebbene non visto, presiede e guida i Concili della Chiesa. Cristo è causa prima ed efficiente della santità, giacché non vi può essere nessun atto salutare che non promani da lui come da fonte suprema: "Senza di me, egli ha detto, voi non potete far nulla" (cfr. Io. 15, 5). Se, per i peccati commessi, il nostro animo è mosso dal dolore e dalla penitenza, se con timore e speranza filiale ci rivolgiamo a Dio, è sempre la sua forza che ci spinge. La grazia e la gloria nascono dalla sua inesausta pienezza. ... E quando dalla Chiesa vengono amministrati con rito esteriore i Sacramenti, è lui che produce l’effetto interiore. È proprio lui che nutrendo i credenti con la sua carne e con il suo sangue, seda i moti concitati e turbolenti dell’animo. È lui che aumenta la grazia e prepara alle anime e ai corpi il conseguimento della gloria. ... Gesù Cristo fa vivere la Chiesa della sua propria superna vita, avvivando con la sua divina virtù tutto il Corpo di lei, e alimentando e sostentando le singole membra, secondo il posto che occupano nel corpo, come la vite nutre e fa fruttificare i tralci ad essa uniti.

Pio XII, papa dal 1939 al 1958
Enciclica "Mystici Corporis"; prima parte § 2

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