San Romano Martire

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Settimana 18/2019 - Domenica 5 Maggio 2019
        

 La Goccia

III DOMENICA DI PASQUA

Gv 21,1-19
Viene Gesù, prende il pane e lo dà loro, così pure il pesce.

 

 

Gesù è l'Inviato del Padre. Fin dall'inizio del suo ministero, "chiamò a sé quelli che egli volle [...]. Ne costituì Dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare" (Mc 3,13-14). Da quel momento, essi saranno i suoi "inviati" (è questo il significato del termine greco "apostoloi"). In loro Gesù continua la sua missione: "Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi" (Gv 20,21). Il loro ministero è quindi la continuazione della sua missione: "Chi accoglie voi, accoglie me", dice ai Dodici (Mt 10,40). Gesù li unisce alla missione che ha ricevuto dal Padre. Come "il Figlio da sé non può fare nulla" (Gv 5,19.30), ma riceve tutto dal Padre che lo ha inviato, così coloro che Gesù invia non possono fare nulla senza di lui (Gv 15,5), dal quale ricevono il mandato della missione e il potere di compierla.

Carissimi fedeli delle comunità parrocchiali della diocesi, il cammino di questo anno pastorale è stato molto fecondo. Dopo aver “celebrato” la memoria degli anni trascorsi nella crescita della comunione diocesana, siamo entrati nella dimensione della riconciliazione.  Le visite pastorali nelle parrocchie mi rincuorano tanto e vedo segni molto incoraggianti di partecipazione e di sensibilità. Siamo, dunque, pronti per entrare nella terza parte del nostro cammino annuale, in cui desideriamo vivere l’ascolto della città.

O augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del cielo e della terra, al cui nome si rallegrano i cieli e
tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo tempio di
Pompei (in questo giorno solenne), effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti
esprimiamo le nostre miserie.
Dal trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, sulle
nostre famiglie, sull'Italia, sull'Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei
travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell'anima e nel corpo,
quante calamità ed afflizioni ci costringono.
O Madre, implora per noi misericordia dal tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei
peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo
sensibilissimo Cuore. Mostrati a tutti quale sei, Regina di pace e di perdono. Ave Maria

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