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“IO VI DICO DI NON OPPORVI AL MALVAGIO”

«Sopportatevi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace» (Ef 4, 2-3). Non si può conservare né l'unità né la pace se i fratelli non si sostengono vicendevolmente con la mutua sopportazione e non serbano il vincolo della concordia con l'aiuto della pazienza... Perdonare a tuo fratello che commette colpe verso di te non solo settanta volte sette, ma assolutamente tutte le sue colpe, amare il nemico, pregare per i tuoi nemici e i tuoi persecutori (Mt 5,39.44; 18,22).

Come riuscire ad adempiere tutto ciò senza essere fermi nella pazienza e tolleranti? Questo ha fatto santo Stefano... quando, lungi dal gridare vendetta, ha chiesto grazia per i suoi carnefici dicendo: «Signore, non imputar loro questo peccato» (Ac 7,60). Così si è comportato il primo martire di Cristo..., che si è fatto non soltanto predicatore della Passione del Signore, ma anche imitatore della sua estrema mitezza. Cosa dire dell'ira, della discordia, dell'ipocrisia? Non hanno posto in un cristiano. Nel cuore deve essere la pazienza; quindi non vi si può trovare nessuno di questi vizi... L'apostolo Paolo ci avverte: «Non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio...; scompaia da voi ogni asprezza, ira e maldicenza» (Ef 4,30-31). Se il cristiano sfuggirà agli smarrimenti e agli attacchi della nostra natura decaduta, come ad un mare in tempesta, stabilirà se stesso nella pace, nel porto di Cristo, non ammetterà nel suo cuore né ira né discordia; non gli è permesso di rendere il male ricevuto (Rom 12,17), né di concepire l'odio.

San Cipriano (ca 200-258), vescovo di Cartagine e martire
Il bene della pazienza, 15; SC 291

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